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Segnaletica sicurezza sui luoghi di lavoro: normativa su criteri di scelta e collocazione

segnale di sicurezza su sfondo con cielo

Normativa di riferimento per la segnaletica sicurezza sui luoghi di lavoro

Il D.Lgs 81/2008 definisce il quadro normativo complessivo in riferimento a ciò che deve essere messo in atto per minimizzare, se non eliminare completamente, i possibili rischi all’interno di un luogo di lavoro. Questo testo, oltre a definire i ruoli ed i compiti dei soggetti incaricati alla protezione delle singole componenti aziendali, determina anche quali misure di protezione devono essere messe in atto per proteggere dai cosiddetti rischi residui ineliminabili (ossia quei pericoli che, per quanto possano essere minimizzati, non possono essere scongiurati totalmente).

Tra le varie misure di protezione previste all’interno di un luogo di lavoro troviamo la cosiddetta segnaletica di sicurezza, ossia quell’insieme di avvisi, segnali o cartelloni che hanno il fine di attirare l’attenzione sulla presenza di oggetti o situazioni potenzialmente pericolose che possono verificarsi nel momento in cui non rispettiamo (inavvertitamente o volontariamente) il messaggio in essi contenuto.

La segnaletica di sicurezza all’interno di un luogo di lavoro viene considerata  “parte integrante delle misure di prevenzione e protezione da attuare per il controllo di uno o più rischi nell’ambiente di lavoro”.

Finalità segnaletica di sicurezza sui luoghi di lavoro

segnale di divieto accesso ai non addettiL’utilizzo della segnaletica di sicurezza è uno dei numerosi compiti che spettano al datore di lavoro. Nel Decreto Legislativo 14 Agosto 1996 n.493, dal titolo “Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro”, si afferma che il datore di lavoro deve far ricorso alla segnaletica di sicurezza con le seguenti finalità:

 

  • avvertire di un rischio o di un pericolo le persone esposte;
  • vietare comportamenti che potrebbero causare pericolo;
  • prescrivere determinati comportamenti necessari ai fini della sicurezza;
  • fornire indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio;
  • fornire altre indicazioni in materia di prevenzione e sicurezza.

Per garantire che un segnale contribuisca a proteggere e prevenire dai rischi, il D.Lgs 81/2008 parla in misura specifica di quelli che sono i criteri da considerare nella scelta della segnaletica di sicurezza e nella sua corretta collocazione.

Un segnale o cartellone che metta in guardia rispetto a un potenziale pericolo deve presentare un messaggio che sia:

  • di rapida lettura;
  • velocemente e facilmente interpretabile.

principali segnali sicurezza lavoratoriPer raggiungere tale obiettivo è importante valutare correttamente anche la quantità degli elementi della segnaletica di sicurezza da installare. È sufficiente che vi siano pochi cartelli ma chiari e distanziati tra di loro, al fine di favorire la comprensione del pericolo che si vuole segnalare.

Importantissimo è anche evitare che eventuali segnali ravvicinati diano delle informazioni contraddittorie tra loro. Il messaggio deve essere di facile comprensione e contemporaneamente univoco.

Bisogna valutare, inoltre, in quale posizione installare la segnaletica privilegiando posizioni critiche, presso cui si possono effettivamente cerare situazioni di pericolo.

La segnaletica, inoltre, necessita di un’adeguata manutenzione. Qualunque segnale inseriamo dobbiamo assicurarci che sia pulito periodicamente, in modo che il messaggio resti leggibile e chiaro. Qualora il segnale fosse alimentato da una fonte di energia, bisogna garantirne il funzionamento anche in condizioni di blackout.

Segnaletica sicurezza sui luoghi di lavoro: confronto tra cartellonistica permanente ed occasionale

alcuni segnali di sicurezzaLa differenza tra segnaletica permanente e occasionale risiede nella durata di esposizione della cartellonistica. La segnaletica permanente si utilizza quando il pericolo è sempre possibile che si manifesti se non si mettono in pratica determinati comportamenti. I cartelli che si utilizzano in questo caso sono riconoscibili a livello internazionale,  standard per forma, dimensione, colorazione e contenuto del segnale:

  • i segnali di divieto hanno la finalità di vietare un’azione, onde evitare che il comportamento messo in pratica causi un pericolo. Sono rappresentati con cartelli di forma circolare, con pittogramma nero in campo bianco, bordo e banda rossi;
  • i segnali di avvertimento mettono in guardia sulla presenza o sulla possibilità che si verifichi un pericolo e sono realizzati in forma triangolare, con pittogramma nero su fondo giallo;
  • i segnali che prescrivono di attuare un determinato comportamento hanno una forma rotonda con con simbologia bianca su campo azzurro;
  • i segnali che forniscono indicazioni sulle uscite di sicurezza, o relativi ai mezzi di soccorso e salvataggio, sono rappresentati con forma quadrata o rettangolare e con scritta bianca su sfondo verde;
  • i segnali relativi alla presenza di attrezzature antincendio sono rappresentati anch’essi con forma quadrata o rettangolare e con scritta bianca su campo rosso (di seguito i corsi per addetti alla lotta antincendio, rischio basso e rischio medio).

L’applicazione di una cartellonistica fissa in questi casi consente di informare costantemente il lavoratore dei potenziali pericoli che sono presenti in un determinato luogo, favorendo l’attuazione di comportamenti che scongiurano il possibile verificarsi dell’evento dannoso. Il divieto permanente serve inoltre a favorire il rispetto di comportamenti corretti anche quando il luogo oggetto del divieto sembra essere (apparentemente) privo di alcun tipo di rischio.

La cartellonistica occasionale, invece, riguarda degli eventi pericolosi ma che sono limitati nel tempo. In questo caso si possono utilizzare:

  • segnali di differente tipologia, come quelli luminosi, vocali, gestuali o acustici;
  • segnalazioni dalla durata breve e facili da comprendere.

Il segnale acustico viene emesso da dispositivi che non utilizzano la voce umana sostituita da suoni differenti che:

  • vengono emessi con un volume superiore al rumore di fondo;
  • sono facilmente riconoscibili;
  • vengono emessi con intensità più elevata nel caso di condizioni di pericolo superiore al normale.

Il segnale luminoso mantiene le caratteristiche principali del classico segnale permanente (forma, colori, pittogrammi), ma viene illuminato internamente o sul retro. E’importante che un segnale di questo tipo:

  • mantenga un livello di illuminazione adeguato in modo da non provocare fenomeni di abbagliamento;
  • mantenga il più possibile un’uniformità di colore.

L’uso di una comunicazione verbale non prevede l’utilizzo di cartellonistiche. I messaggi che vogliamo far arrivare possono essere trasmessi con apparecchiature come microfoni o megafoni.  Nel caso si decida di sfruttare la comunicazione verbale è importante attenersi ad alcune regole di base:

  • utilizzare sempre frasi brevi e ben scandite;
  • utilizzare una terminologia semplice, facilmente comprensibile da tutti;
  • sfruttare questa forma di comunicazione solo in ambiente in cui il rumore di sottofondo è pressoché inesistente, se non di modesta entità.

Il segnale gestuale, infine, consente di favorire l’esecuzione di una determinata azione tramite l’utilizzo di movimenti delle braccia, che possono essere accompagnati anche dalla classica comunicazione verbale. Anche in questo caso è importante che il segnale possieda determinate caratteristiche, ad esempio che sia:

  • di facile comprensione per chiunque, non solo per gli addetti ai lavori;
  • eseguito senza che si sovrapponga ad ulteriori segnali gestuali;
  • con l’utilizzo simultaneo e simmetrico delle braccia.
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