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Rifiuti urbani e rifiuti speciali: la nuova classificazioneNovità 

Rifiuti urbani e rifiuti speciali: la nuova classificazione 1

L’entrata in vigore del D.Lgs. 116/2020 ha apportato modifiche ad alcune definizioni presenti nel D.Lgs. 152/06 relative alla classificazione dei rifiuti in particolare alle definizioni di rifiuto urbano e rifiuto speciale.

È stata ridefinita la definizione di rifiuti urbani per uniformarla con la definizione comunitaria, le modifiche hanno portato alla scomparsa della classificazione “rifiuti assimilati”.

Quali sono i rifiuti urbani?

Come riportato al comma 1 lettera b-ter) dell’articolo 183 del D.Lgs. 152/06 sono rifiuti urbani:

  1. Rifiuti domestici indifferenziati e da raccolta differenziata
  2. Rifiuti indifferenziati e da raccolta differenziata provenienti da altre fonti che sono simili per natura e composizione ai rifiuti domestici
  3. Rifiuti dallo spazzamento delle strade e svuotamento dei cestini
  4. Rifiuti giacenti sulle strade ed aree pubbliche
  5. Rifiuti della manutenzione del verde pubblico
  6. Rifiuti da aree cimiteriali

In merito al punto 2 si precisa possono ricadere nella definizione SOLO i rifiuti indicati nella tabella sottostante

Frazione Descrizione EER
RIFIUTI ORGANICI Rifiuti biodegradabili di cucine e mense 200108
Rifiuti biodegradabili 200201
Rifiuti dei mercati 200302
CARTA E CARTONE Imballaggi in carta e cartone 150101
Carta e cartone 200101
PLASTICA Imballaggi in plastica 150102
Plastica 200139
LEGNO Imballaggi in legno 150103
Legno, diverso da quello di cui alla voce 200137* 200138
METALLO Imballaggi metallici 150104
Metallo 200140
IMBALLAGGI COMPOSITI Imballaggi materiali compositi 150105
MULTIMATERIALE Imballaggi in materiali misti 150106
VETRO Imballaggi in vetro 150107
TESSILE Imballaggi in materia tessile 150109
Abbigliamento 200110
Prodotti tessili 200111
TONER Toner per stampa esauriti diversi da quelli di cui alla voce 080317* 080318
INGOMBRANTI Rifiuti ingombranti 200307
VERNICI, INCHIOSTRI, ADESIVI E RESINE Vernici, inchiostri, adesivi e resine diversi da quelli di cui alla voce 200127 200128
DETERGENTI Detergenti diversi da quelli di cui alla voce 20.01.29* 200130
ALTRI RIFIUTI Altri rifiuti non biodegradabili 200203
RIFIUTI URBANI INDIFFERENZIATI Rifiuti urbani indifferenziati 200301

Quali attività producono rifiuti urbani?

se prodotti dalle attività riportate nel seguente elenco:

    1. Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto.
    2. Cinematografi e teatri.
    3. Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta.
    4. Campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi.
    5. Stabilimenti balneari.
    6. Esposizioni, autosaloni.
    7. Alberghi con ristorante.
    8. Alberghi senza ristorante.
    9. Case di cura e riposo.
    10. Ospedali.
    11. Uffici, agenzie, studi professionali.
    12. Banche ed istituti di credito.
    13. Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta, e altri beni durevoli.
    14. Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze.
    15. Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato.
    16. Banchi di mercato beni durevoli.
    17. Attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista.
    18. Attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista.
    19. Carrozzeria, autofficina, elettrauto.
    20. Attività artigianali di produzione beni specifici.
    21. Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub.
    22. Mense, birrerie, hamburgherie.
    23. Bar, caffè, pasticceria.
    24. Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari.
    25. Plurilicenze alimentari e/o miste.
    26. Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio.
    27. Ipermercati di generi misti.
    28. Banchi di mercato generi alimentari.
    29. Discoteche, night club.

Rimangono escluse le attività agricole e connesse. Le attività non elencate, ma ad esse simili per loro natura e per tipologia di rifiuti prodotti, si considerano comprese nel punto a cui sono analoghe.

Quali sono i rifiuti speciali?

Per rifiuti speciali invece si intende (art. 184 comma 3):

  1. i rifiuti prodotti nell’ambito delle attività agricole, agro-industriali e della silvicoltura, …;
  2. i rifiuti prodotti dalle attività di costruzione e demolizione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, …;
  3. i rifiuti prodotti nell’ambito delle lavorazioni industriali se diversi dai rifiuti urbani ;
  4. i rifiuti prodotti nell’ambito delle lavorazioni artigianali se diversi dai rifiuti urbani;
  5. i rifiuti prodotti nell’ambito delle attività commerciali se diversi dai rifiuti urbani;
  6. i rifiuti prodotti nell’ambito delle attività di servizio se diversi dai rifiuti urbani;
  7. i rifiuti derivanti dall’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue, nonchè i rifiuti da abbattimento di fumi, dalle fosse settiche e dalle reti fognarie;
  8. i rifiuti derivanti da attività sanitarie …;
  9. i veicoli fuori uso.

Come devono essere gestiti i rifiuti?

I rifiuti urbani vengono solitamente gestiti dal servizio pubblico. Le utenze non domestiche per lo smaltimento di tali rifiuti possono quindi anch’essi avvalersi del servizio pubblico senza limiti quantitativi di conferimento oppure di quello privato previo rilascio da parte dello stesso di un’attestazione che dimostri l’avvio al recupero dei rifiuti urbani ritirati. La gestione dei rifiuti speciali continua ad essere gestita esclusivamente da società private.

 

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Link utili

D.Lgs. 116/2020

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