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Campionamento e analisi delle emissioni in atmosfera

Campionamento e analisi delle emissioni in atmosfera 1

Le indagini volte alla determinazione degli inquinanti presenti nelle emissioni in atmosfera devono essere eseguite adottando i metodi di campionamento e analisi previsti dal D.Lgs. 152/2006 e dalle norme tecniche nazionali ed internazionali.

L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) della Lombardia, al fine di fornire agli utilizzatori (autorità di controllo e gestori degli impianti) informazioni riguardanti le metodiche e le norme tecniche attualmente in vigore, ha reso disponibile la tabella consultabile su sito dell’Agenzia ARPA Lombardia, con l’obiettivo di standardizzare le attività per il campionamento delle emissioni in atmosfera di inquinanti provenienti da sorgente fissa. L’utilizzo di metodi di analisi differenti di uno stesso parametro possono portare a risultati non sempre compatibili fra loro.

La tabella proposta da ARPA contiene un elenco (non esaustivo) delle norme tecniche riconosciute a livello nazionale e internazionale e seguono il seguente ordine di priorità:

  1. Norme tecniche CEN
  2. Norme tecniche nazionali (UNI, UNICHIM)
  • Norme tecniche ISO
  1. Altre norme internazionali o nazionali (es: EPA, NIOSH, ISS, ecc.…)

Modalità di controllo delle emissioni

Il controllo delle emissioni dovrà avvenire secondo quanto previsto dall’Autorizzazione Ambientale rilasciata dall’Autorità Competente a partire dalla data di messa a regime dell’impianto. I risultati degli autocontrolli dovranno essere inviati all’Agenzia ARPA competente, o caricati su eventuali portali dedicati (in Regione Lombardia AIDA per le attività soggette ad AIA e AUA POINT per le attività soggette ad AUA e attività in deroga).

I gestori degli impianti, in possesso di più provvedimenti autorizzativi, potranno unificare la cadenza temporale dei controlli, previa comunicazione alle autorità competenti.

Piano di campionamento

Prima di svolgere l’attività di misura delle emissioni in atmosfera da sorgente fissa è importante redigere un accurato piano di campionamento, al fine di raggiungere un determinato obiettivo di misura. Anche in questo caso risulta importante avvalersi di specifiche norme tecniche, tra queste la UNI CEN/TS 15675:2008.

Campionamento in situ delle emissioni in atmosfera

Durante l’attività di campionamento delle emissioni in atmosfera l’accesso ai punti di prelievo deve rispettare le norme vigenti in materia di sicurezza e tutti i punti di emissione devono essere identificati mediante apposizione segnalazioni.

I controlli degli inquinanti devono essere eseguiti nelle condizioni di esercizio dell’impianto per le quali lo stesso è stato dimensionato e in relazione alle sostanze effettivamente impiegate nel ciclo tecnologico e descritte nella domanda di autorizzazione.

I risultati delle analisi eseguite all’emissione devono riportare i seguenti dati (salvo diverse indicazioni presenti in Allegato Tecnico):

  • portata di aeriforme riferita a condizioni normali ed ai fumi secchi od umidi a seconda della definizione del limite (espressa in Nm3S/h o in Nm3T/h);
  • concentrazione degli inquinanti, riferita a condizioni normali ed ai fumi secchi od umidi a seconda della definizione del limite (espressi in mg/Nm3T o in mg/Nm3S);
  • temperatura dell’effluente in °C; Nonché le condizioni operative in atto durante le misure e le conseguenti strategie di campionamento adottate.

Requisiti tecnici delle postazioni di campionamento

La norma UNI EN 15259:2008 definisce i requisiti tecnici delle sezioni di campionamento al fine di garantire un prelievo rappresentativo dell’emissione. La sezione deve essere studiata in fase di progettazione dell’impianto in modo da garantire una corretta rilevazione dei parametri(portata e concentrazione degli inquinanti) in una postazione accessibile e agibile in sicurezza.

Il punto di campionamento deve essere realizzato in una sezione rettilinea della condotta, in una posizione che garantista almeno 5 diametri idraulici a monte e 2 diametri idraulici a valle da ogni forma di disturbo. Lo sbocco del camino deve essere realizzato ad almeno 5 diametri idraulici dal punto in cui sarà previsto il campionamento.

Per supporto o assistenza riguardo argomenti e pratiche in materia ambientale consulta la nostra pagina dedicata oppure contattaci per maggiori informazioni.

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