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Analisi e campionamento delle acque reflue industriali

Analisi e campionamento delle acque reflue industriali 1

Con il termine acque reflue industriali, ai sensi dell’art. 74 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i., si intende qualsiasi tipo di acqua reflua scaricate da edifici od impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle meteoriche di dilavamento.

Il prelievo ed analisi dei campioni delle acque reflue industriali costituiscono un aspetto fondamentale in materia di disinquinamento idrico.

Punto di prelievo delle acque reflue industriali

Per la misurazione ed il controllo degli scarichi delle acque reflue industriali valgono le regole base stabilite dall’art. 101, comma 3 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. : “tutti gli scarichi ad eccezione di quelli domestici e di quelli assimilati ai sensi del comma 7, lett. e) devono essere resi accessibili per il campionamento da parte dell’autorità competente per il controllo nel punto assunto a riferimento per il campionamento, che, salvo quanto previsto dall’art. 108, comma 4, va effettuato immediatamente a monte della immissione nel recapito in tutti gli impluvi naturali, le acque superficiali e sotterranee, interne e marine, le fognature, sul suolo e nel sottosuolo”.

Il punto di prelievo deve dunque essere effettuato sul sistema di scarico immediatamente prima del riversamento del refluo sul corpo ricettore. Ogni insediamento deve essere munito di idoneo pozzetto di ispezione per operare il prelievo. Il pozzetto deve rispettare i requisiti previsti dal Regolamento del Servizio Idrico Integrato della propria zona.

Il prelievo e l’analisi consentono di verificare il rispetto dei valori limite previsti dall’allegato 5 alla parte terza del D.Lgs.. 152/2006 e s.m.i..

Piano di campionamento delle acque reflue industriali

Come indicato dalla norma APAT CNR IRSA 1030 – Man. 29 – 2003, la definizione di un piano di campionamento e del suo obiettivo è un punto fondamentale, si tratta di eseguire una pianificazione che tenga conto dell’esperienza e delle informazioni sul ciclo produttivo e le caratteristiche dell’azienda o del sito da controllare.

Un piano di campionamento deve contenere:

  • Definizione dell’obiettivo;
  • Descrizione del sito di campionamento;
  • Strategia di campionamento;
  • Indicazione delle matrici da campionare;
  • Metodiche di campionamento;
  • Scelta dell’attrezzatura;
  • Numero di campioni;
  • Durata del campionamento;
  • Frequenza del campionamento;
  • Modalità di trasporto dei campioni;
  • Conservazione dei campioni;
  • Controllo qualità e pianificazione della sicurezza al momento del campionamento.

Conservazione ed analisi delle acque reflue industriali

Uno degli aspetti cruciali per la corretta analisi, chimica o microbiologica, delle acque è la scelta del contenitore adatto sulla base dei parametri che vogliamo ricercare con l’analisi. Per far ciò viene in aiuto la norma APAT CNR IRSA 1030 – Man. 29 – 2003.

I contenitori utilizzati per la raccolta e il trasporto dei campioni non devono alterare il valore dei parametri di cui deve essere eseguita la determinazione, in particolare:

  • Non devono cedere o adsorbire sostanze, alterando la composizione del campione;
  • Devono essere resistenti ai vari costituenti presenti nel campione;
  • Devono garantire la perfetta tenuta, anche per i gas disciolti e per i composti volatili, ove questi siano oggetto di determinazioni analitiche.

I materiali più usati per i contenitori sono generalmente il vetro e il polietilene.

All’interno della norma APAT CNR IRSA 1030 – Man. 29 – 2003 vi sono anche riferimenti circa le modalità di conservazione e i tempi massimi di conservazione prima delle analisi di laboratorio.

Per supporto o assistenza riguardo argomenti e pratiche in materia ambientale consulta la nostra pagina oppure contattaci per maggiori informazioni.

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